Cortina d’Ampezzo – Italia

Cortina d’Ampezzo in inverno: un viaggio di quattro giorni sulle Dolomiti, con partenza in treno da Vicenza, neve, Tofana, viaggio con il cane e consigli pratici.

Paisagem de Cortina d’Ampezzo e das Dolomitas

La mia prima volta sulle Dolomiti è stata anche la mia prima esperienza con la neve. Abbiamo trascorso quattro giorni a Cortina d’Ampezzo, viaggiando in treno da Vicenza, insieme al nostro cane e circondati da alcuni dei paesaggi più belli che avessimo mai visto.

Mappa con la posizione di Cortina d’Ampezzo in Veneto, Italia

Perché abbiamo visitato Cortina d’Ampezzo

Avevo già visto molte fotografie delle Dolomiti, ma nessuna era riuscita a prepararmi a ciò che avrei trovato dal vivo.

Nel gennaio 2024 abbiamo deciso di trascorrere quattro giorni e tre notti a Cortina d’Ampezzo. Sarebbe stato il nostro primo lungo viaggio in treno attraverso l’Italia, la nostra prima volta sulle Dolomiti e, per me, la prima esperienza con la neve.

Siamo partiti da Vicenza la mattina e siamo arrivati a Cortina nel pomeriggio. Anche il nostro cane è venuto con noi e ha vissuto ogni scoperta con la stessa gioia, soprattutto quando ha appoggiato le zampe sulla neve.

In quel momento Cortina era il luogo più bello che avessi mai visitato. Non soltanto per le montagne, ma per l’intera esperienza: il lungo viaggio, il paesaggio che cambiava fuori dal finestrino, l’accoglienza della struttura, le giornate trascorse passeggiando in centro e la sensazione indescrivibile di salire sulla Tofana e osservare le Dolomiti dall’alto.

Informações rápidas

  • Destinazione: Cortina d’Ampezzo, Italia;
  • Regione: Dolomiti, provincia di Belluno, Veneto;
  • Quando siamo andati: gennaio 2024;
  • Durata: 4 giorni e 3 notti;
  • Punto di partenza: Vicenza;
  • Come siamo arrivati: in treno fino a Calalzo di Cadore e in autobus fino a Cortina;
  • Alloggio: B&B Cristallo, prenotato tramite Airbnb;
  • Avevamo l’auto: no;
  • Abbiamo viaggiato con il cane: sì;
  • Esperienza principale: vedere la neve e salire sulla Tofana.
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La storia di Cortina d’Ampezzo

Oggi conosciuta come la “Regina delle Dolomiti”, Cortina d’Ampezzo ebbe origini molto lontane dall’immagine sofisticata di una delle destinazioni invernali più famose d’Europa.

Esistono testimonianze di antichi insediamenti romani nella regione, ma per secoli la valle fu abitata principalmente da contadini. La posizione protetta tra le montagne favoriva la vita rurale, mentre lo sfruttamento dei boschi e il commercio del legname sostenevano l’economia locale.

Per la sua posizione strategica, Cortina passò sotto diversi domini. Fece parte della Repubblica di Venezia e, successivamente, rimase legata all’Impero austriaco per circa quattro secoli. Questa storia aiuta a spiegare la combinazione di influenze italiane, tirolesi e ladine ancora presenti nelle tradizioni, nell’architettura e nella gastronomia.

A metà del XIX secolo, i primi viaggiatori stranieri cominciarono a scoprire la bellezza delle montagne d’Ampezzo. Furono costruiti alberghi e strutture turistiche e Cortina iniziò a trasformarsi in una destinazione sempre più ricercata dai visitatori europei.

La Prima guerra mondiale lasciò profonde tracce nella regione. Le montagne intorno a Cortina furono teatro di scontri tra italiani e austro-ungarici e ancora oggi è possibile visitare trincee, gallerie e fortificazioni.

Dopo la guerra, Cortina entrò a far parte dell’Italia e acquisì sempre maggiore importanza come destinazione di montagna. Il momento decisivo arrivò nel 1956, quando ospitò i Giochi olimpici invernali, i primi Giochi invernali trasmessi in diretta televisiva. Settant’anni dopo, la città è tornata a ospitare alcune competizioni dei Giochi di Milano Cortina 2026. Guida ufficiale di Cortina d’Ampezzo

Le Dolomiti sono state riconosciute Patrimonio naturale mondiale dell’UNESCO nel 2009. Il complesso comprende 18 cime che superano i tremila metri e una formazione geologica caratterizzata da pareti rocciose, pinnacoli e profonde vallate. UNESCO – The Dolomites

È questa combinazione di natura monumentale, storia e cultura a rendere Cortina molto più di una semplice località sciistica.

Come arrivare

Il nostro viaggio da Vicenza

Siamo partiti da Vicenza molto presto e abbiamo proseguito in treno verso Calalzo di Cadore.

Il viaggio è stato lungo e ha richiesto alcuni cambi, ma il tragitto è diventato parte dell’esperienza. Poco alla volta il paesaggio urbano è scomparso, le montagne hanno cominciato a dominare la vista e ogni tratto sembrava più bello del precedente.

Cortina non dispone di una stazione ferroviaria attiva. Per questo motivo, dopo essere arrivati a Calalzo di Cadore, abbiamo proseguito in autobus fino al centro della città. Siamo arrivati nel pomeriggio, dopo aver trascorso praticamente un’intera giornata tra treni, coincidenze e strade di montagna.

La stazione di Calalzo si trova a circa 35 chilometri da Cortina ed è collegata alla città dalla linea 30 di Dolomiti Bus. Un’altra stazione vicina è quella di Dobbiaco, distante circa 31 chilometri. Informazioni ufficiali sui trasporti

In treno e autobus

Per chi parte da altre città italiane, una possibilità è cercare il collegamento ferroviario fino a Calalzo di Cadore e verificare separatamente l’autobus diretto a Cortina.

Gli orari della linea 30 cambiano in base al periodo dell’anno. Per questo motivo, non affidarti soltanto a una ricerca effettuata con molto anticipo: consulta nuovamente il sito di Dolomiti Bus quando la data del viaggio si avvicina.

Esistono anche autobus diretti in partenza da Venezia Mestre e dall’Aeroporto Marco Polo, gestiti da compagnie come ATVO e Cortina Express. In determinati periodi dell’anno sono disponibili collegamenti anche da altre città.

In automobile

Cortina è raggiungibile principalmente attraverso la SS51 di Alemagna. Per chi arriva dal sud Italia, uno dei principali riferimenti è l’uscita Belluno dell’autostrada A27. Chi arriva da nord può passare dalla zona di Bressanone e proseguire lungo le strade delle Dolomiti.

Durante l’inverno è indispensabile verificare:

  • Le condizioni delle strade;
  • Le previsioni relative alla neve;
  • L’obbligo di pneumatici invernali o catene;
  • Eventuali chiusure;
  • La disponibilità di parcheggi.

L’automobile facilita l’accesso a laghi, passi di montagna e attrazioni più lontane. Per visitare soltanto il centro e utilizzare gli impianti di risalita, tuttavia, è possibile organizzare il viaggio anche senza auto, proprio come abbiamo fatto noi.

Dove abbiamo alloggiato

Abbiamo prenotato tramite Airbnb una struttura chiamata B&B Cristallo, situata relativamente vicino al centro di Cortina.

Era una sistemazione semplice, senza lusso, ma offriva tutto ciò di cui avevamo bisogno per quei quattro giorni. Ciò che ha reso davvero speciale il soggiorno è stata la proprietaria, estremamente gentile e accogliente con noi.

La vicinanza al centro ci ha facilitato molto. Potevamo uscire a piedi per conoscere la città, cercare un ristorante e vivere l’atmosfera di Cortina senza dipendere dall’automobile.

In inverno consiglio di verificare non soltanto la distanza mostrata sulla mappa, ma anche il percorso reale per raggiungere la struttura. Un tragitto breve può comprendere salite, ghiaccio o neve, soprattutto quando si trasportano valigie o si viaggia con un cane.

Cosa vedere e fare

1. Passeggiare nel centro di Cortina

Il centro di Cortina è compatto e piacevole da visitare a piedi. La strada principale è Corso Italia, una via pedonale circondata da negozi, caffè, ristoranti, alberghi ed edifici in stile alpino.

Anche senza entrare in nessuna attrazione, passeggiare per il centro è già un’esperienza. Le montagne appaiono tra gli edifici e sembrano accompagnare ogni passo.

Durante l’inverno, le luci, la neve e le vetrine rendono la città ancora più affascinante.

2. Visitare Piazza Angelo Dibona

Piazza Angelo Dibona è uno dei principali punti d’incontro di Cortina. È collegata a Corso Italia e ospita eventi, installazioni temporanee e diverse attività durante l’anno.

È un buon punto da cui iniziare una passeggiata nel centro e osservare il movimento della città.

3. Vedere la Basilica dei Santi Filippo e Giacomo

La Basilica Minore dei Santi Filippo e Giacomo è uno dei principali riferimenti architettonici e religiosi di Cortina.

Il suo campanile si distingue nel paesaggio urbano e contribuisce a creare quell’immagine così caratteristica della città: eleganti costruzioni in primo piano ed enormi montagne sullo sfondo.

4. Passeggiare lungo Corso Italia

Corso Italia concentra gran parte della vita sociale di Cortina. Si trovano negozi di marchi conosciuti, piccole attività commerciali, pasticcerie, bar, ristoranti e negozi dedicati agli sport invernali.

Non è necessario avere un obiettivo preciso. Una delle cose migliori da fare è semplicemente camminare, osservare gli edifici, fermarsi a bere qualcosa e godersi l’atmosfera.

5. Visitare lo Stadio Olimpico del Ghiaccio

Lo Stadio Olimpico fu costruito per i Giochi invernali del 1956 e rimane uno dei simboli della storia sportiva di Cortina.

Oltre al suo valore storico, la posizione dello stadio rappresenta un riferimento importante, perché la stazione di partenza della Tofana – Freccia nel Cielo si trova nelle vicinanze.

6. Salire sulla Tofana con la Freccia nel Cielo

Questa è stata l’esperienza più emozionante del viaggio.

L’impianto della Tofana – Freccia nel Cielo parte dalla zona vicina allo Stadio Olimpico e sale sulla montagna in diverse tappe. Tra le stazioni si trovano Col Drusciè, a 1.778 metri, Ra Valles, a circa 2.475 metri, e Cima Tofana, a 3.244 metri.

Le tratte disponibili cambiano in base al periodo dell’anno, alle condizioni meteorologiche e al funzionamento degli impianti. Durante il nostro viaggio siamo saliti fino al punto più alto accessibile quel giorno.

A ogni tratto il paesaggio cambiava. All’inizio vedevamo Cortina diventare sempre più piccola sotto di noi. Successivamente, gli alberi lasciavano spazio a uno scenario quasi interamente bianco, circondato da enormi pareti rocciose.

Quando siamo arrivati in alto, sembrava di trovarsi sul tetto del mondo.

Il silenzio, l’immensità delle montagne e la quantità di neve creavano un paesaggio difficile da descrivere. Era come se tutto intorno a noi fosse diventato più grande e, allo stesso tempo, noi fossimo diventati piccolissimi davanti alla natura.

È possibile acquistare anche biglietti per pedoni, senza dover necessariamente sciare. Poiché il funzionamento dipende dalle condizioni meteorologiche, consulta gli orari e le stazioni aperte sul sito della Tofana – Freccia nel Cielo il giorno stesso della visita.

7. Visitare i musei di Cortina

Per chi desidera conoscere meglio la storia e la cultura locale, Cortina possiede tre importanti musei:

  • Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi, con opere di artisti italiani del XX secolo;
  • Museo Paleontologico Rinaldo Zardini, dedicato ai fossili e alla formazione delle Dolomiti;
  • Museo Etnografico Regole d’Ampezzo, con oggetti, abiti ed elementi della vita tradizionale della regione.

Sono ottime alternative soprattutto nelle giornate di brutto tempo o per chi desidera conoscere Cortina andando oltre la neve.

8. Scoprire altre zone delle Dolomiti

Durante un prossimo viaggio varrà la pena riservare del tempo per visitare altri luoghi nei dintorni di Cortina, come:

  • Cinque Torri;
  • Passo Falzarego;
  • Lagazuoi;
  • Faloria;
  • Passo Giau;
  • Lago di Misurina;
  • Sentieri e rifugi di montagna;
  • Resti e gallerie della Prima guerra mondiale.

Questi luoghi non erano l’obiettivo principale del nostro primo viaggio, ma rappresentano motivi più che sufficienti per tornare.

Itinerario consigliato

Itinerario di 3 giorni

Questo itinerario organizza l’esperienza in modo pratico, ma non rappresenta necessariamente l’ordine esatto di tutte le nostre visite.

Mappa dell’itinerario turistico a Cortina d’Ampezzo

Primo giorno: viaggio e prime impressioni

  • Partenza da Vicenza al mattino;
  • Viaggio in treno fino a Calalzo di Cadore;
  • Autobus fino a Cortina d’Ampezzo;
  • Check-in al B&B Cristallo;
  • Prima passeggiata nel centro;
  • Corso Italia e Piazza Angelo Dibona;
  • Cena vicino alla struttura.

Secondo giorno: centro storico e neve

  • Passeggiata lungo Corso Italia;
  • Basilica dei Santi Filippo e Giacomo;
  • Vie centrali e negozi;
  • Stadio Olimpico del Ghiaccio;
  • Tempo libero per giocare sulla neve con il cane;
  • Pausa in un caffè o ristorante del centro.

Terzo giorno: Tofana

  • Controllare il meteo e il funzionamento degli impianti;
  • Raggiungere a piedi la stazione della Freccia nel Cielo;
  • Salire attraverso le tratte disponibili;
  • Ammirare il panorama dai punti panoramici;
  • Fare una pausa in una delle strutture in quota aperte;
  • Tornare in centro prima dell’ultima corsa in discesa;
  • Passeggiare per Cortina alla fine della giornata.

Dove mangiare e cosa assaggiare

La gastronomia di Cortina combina influenze italiane, tirolesi e ladine. I piatti sono generalmente più sostanziosi e perfetti per le giornate fredde.

Casunziei all’ampezzana

Sono il piatto più caratteristico di Cortina. Si tratta di ravioli a forma di mezzaluna, solitamente ripieni di barbabietola e serviti con burro, formaggio e semi di papavero.

Esistono anche versioni verdi, ripiene di spinaci o erbe locali.

Canederli

Gnocchi preparati con pane, formaggio, speck o spinaci. Possono essere serviti in brodo oppure con burro fuso e formaggio.

Spätzle

Piccoli gnocchetti di origine mitteleuropea, spesso serviti con speck, panna o formaggio.

Polenta

La polenta viene accompagnata da formaggi, funghi, salsiccia, carne o gulasch. È un’ottima scelta dopo una giornata trascorsa al freddo.

Strudel di mele

Uno dei dolci più tradizionali della regione, preparato con mele, spezie e una sfoglia sottile.

Vale la pena assaggiare anche la torta Sacher, i dolci ai frutti di bosco e le nighele, piccoli dolci fritti serviti con lo zucchero. La gastronomia nella guida ufficiale di Cortina

La nostra esperienza sincera

Questo viaggio ha riunito tante prime volte.

È stata la prima volta che ho visto le Dolomiti, il nostro primo lungo viaggio in treno attraverso l’Italia e la prima volta che ho visto la neve dal vivo. Forse è proprio per questo che ogni momento è rimasto così impresso nella mia memoria.

Siamo partiti presto da Vicenza, con le valigie e il nostro cane. Il tragitto era lungo, ma guardare fuori dal finestrino rendeva tutto più interessante. A ogni coincidenza sembrava che ci stessimo avvicinando a un paesaggio completamente diverso da quello al quale eravamo abituati.

Quando finalmente siamo arrivati a Cortina nel pomeriggio, eravamo già stanchi. Nonostante questo, è bastato guardare le montagne per capire che l’intero viaggio ne era valso la pena.

Il B&B Cristallo era semplice, ma confortevole, ben posizionato e gestito da una proprietaria estremamente gentile. Il modo in cui siamo stati accolti ha reso il soggiorno ancora più speciale.

Il nostro cane ha semplicemente adorato la neve. Mentre per noi tutto rappresentava una novità, per lui sembrava un gioco enorme. Vederlo correre e scoprire quell’ambiente ha reso il viaggio ancora più divertente.

Il momento più impressionante, però, è stato sulla Tofana.

Salire con l’impianto e osservare Cortina diventare sempre più piccola è stata un’esperienza difficile da dimenticare. Quando siamo arrivati nella parte più alta accessibile quel giorno, la sensazione era quella di trovarsi al di sopra di tutto. C’era neve ovunque, montagne in ogni direzione e un silenzio che rendeva il paesaggio ancora più grandioso.

In quel momento ho capito perché così tante persone si innamorano delle Dolomiti.

La parte più difficile del viaggio è stata il ritorno. Poiché Cortina non possiede una stazione ferroviaria, dovevamo prendere nuovamente l’autobus fino a Calalzo di Cadore. La combinazione degli orari non ha funzionato molto bene e abbiamo finito per aspettare diverse ore il treno che ci avrebbe riportati a Vicenza.

Dopo quattro giorni, con le valigie, il cane e la stanchezza del viaggio, quella lunga attesa è stata scomoda. Allo stesso tempo, ci ha insegnato uno dei consigli più importanti per chi desidera seguire lo stesso percorso: non basta controllare separatamente l’orario dell’autobus e quello del treno. È necessario pianificare l’intera coincidenza e lasciare un margine sicuro, senza però creare un’attesa eccessivamente lunga.

Nonostante questa difficoltà, è stato un viaggio incredibile. Cortina è rimasta uno di quei luoghi che sembrano troppo belli per essere reali.

Visitare Cortina con il cane

Viaggiare con il nostro cane ha reso questa esperienza ancora più speciale. Lui ha adorato la neve, ma noi abbiamo anche imparato che una passeggiata invernale richiede alcune attenzioni diverse.

Porta con te:

  • Guinzaglio e medaglietta identificativa;
  • Museruola per i mezzi di trasporto;
  • Acqua;
  • Un asciugamano per asciugare zampe e pelo;
  • Una protezione adeguata contro il freddo, in base alla taglia e al tipo di pelo;
  • Un prodotto o una protezione per le zampe, se necessario;
  • Sacchetti igienici;
  • Snack e cibo in quantità sufficiente.

Dopo le passeggiate, controlla le zampe per rimuovere la neve accumulata, eventuali piccoli pezzi di ghiaccio e i residui del sale utilizzato sulle strade.

Attualmente Dolomiti Bus permette il trasporto gratuito degli animali di piccola taglia, purché siano tenuti in braccio o all’interno di un trasportino adeguato. Gli animali di taglia maggiore sono ammessi in base alla disponibilità di spazio e devono essere muniti di biglietto. L’azienda richiede inoltre gli accessori necessari, come guinzaglio e museruola. Regole di Dolomiti Bus

Sulla Tofana – Freccia nel Cielo i cani sono ammessi gratuitamente, ma devono essere tenuti al guinzaglio e indossare la museruola. Le regole possono cambiare, quindi controllale sempre prima del viaggio.

Consigli pratici prima di partire

  • Vestiti a strati: intimo tecnico, strato termico e giacca impermeabile;
  • Indossa scarponi impermeabili con una suola adatta alla neve;
  • Porta guanti, berretto e una protezione per il collo;
  • Anche gli occhiali da sole e la crema solare sono importanti, perché la neve riflette la luce;
  • Le giornate invernali sono più brevi: programma le attività all’aperto nelle prime ore del giorno;
  • Controlla le previsioni e le webcam prima di salire in montagna;
  • Verifica l’orario dell’ultima corsa in discesa degli impianti;
  • Non acquistare i biglietti senza aver controllato quali tratte sono aperte;
  • L’altitudine può provocare malessere: cammina lentamente e rispetta i segnali del tuo corpo;
  • Prenota l’alloggio in anticipo durante l’alta stagione;
  • Cortina può essere costosa, soprattutto per quanto riguarda gli alloggi e i ristoranti;
  • Scarica le mappe per poterle utilizzare offline;
  • Porta con te dell’acqua anche quando fa freddo;
  • Non dipendere da una coincidenza troppo breve tra autobus e treno;
  • Consulta sempre le regole aggiornate per viaggiare con gli animali.

Cosa farei diversamente

Il cambiamento principale sarebbe pianificare meglio la coincidenza tra l’autobus e il treno durante il ritorno.

Inoltre:

  • Controllerei nuovamente gli orari pochi giorni prima del viaggio;
  • Salverei biglietti e orari sul telefono per poterli consultare senza connessione Internet;
  • Programmerei la salita sulla Tofana nel giorno con le previsioni meteorologiche migliori;
  • Eviterei di creare un itinerario troppo serrato;
  • Porterei meno bagagli;
  • Riserverei del tempo per visitare almeno un’attrazione fuori dal centro;
  • Verificherei in anticipo quali ristoranti accettano i cani;
  • Porterei degli snack per gli spostamenti più lunghi.

Cortina attraverso gli occhi di un’architetta

Cortina mi ha colpito non soltanto per l’architettura dei singoli edifici, ma soprattutto per il rapporto tra la città e il paesaggio.

Qui la montagna non funziona come un semplice scenario collocato dietro agli edifici. Determina la scala, i materiali, le forme di occupazione del territorio e persino il modo in cui vengono percepite le strade.

Le costruzioni tradizionali utilizzano principalmente legno e pietra, con tetti inclinati, grandi gronde, balconi ed elementi pensati per rispondere al freddo e alla neve. Sono soluzioni funzionali che, con il tempo, sono diventate anche parte dell’identità visiva delle città alpine.

Nel centro questa tradizione convive con alberghi, negozi sofisticati e strutture dedicate al turismo. Cortina riesce a unire l’aspetto accogliente di una piccola città di montagna alle infrastrutture di una destinazione internazionale.

Corso Italia crea un asse urbano molto chiaro, ma sono le montagne a orientare lo sguardo. Tra un edificio e l’altro riappaiono continuamente, cambiando completamente la percezione dello spazio.

Anche la Freccia nel Cielo richiama l’attenzione come opera infrastrutturale. In pochi minuti collega la città a diverse altitudini e permette di comprendere il territorio da una prospettiva impossibile da raggiungere soltanto camminando.

Cortina dimostra come l’architettura possa dialogare con la natura senza dover competere con essa. Per quanto belli possano essere gli edifici, le montagne continuano a essere le vere protagoniste.

Vale la pena visitare Cortina d’Ampezzo?

Assolutamente sì.

Cortina non è una destinazione riservata soltanto a chi scia. È possibile passeggiare per il centro e sulla neve, conoscere la gastronomia locale, visitare i musei, utilizzare gli impianti come pedoni e semplicemente ammirare le montagne.

Per me è stato molto più di un viaggio invernale. È stato l’incontro con un paesaggio che conoscevo soltanto attraverso le fotografie e l’occasione di vivere tante prime volte nello stesso momento.

È stata la mia prima volta sulle Dolomiti, il mio primo lungo viaggio in treno e il mio primo incontro con la neve. È stato anche uno di quei momenti in cui ho capito, ancora una volta, quanto è grande il mondo e quanti luoghi esistono ancora da collezionare.

Galleria

Chi ha collezionato questo luogo?

Bruna Cristina Barbosa

Brasiliana, architetta e residente a Vicenza. Condivido viaggi, gite ed esperienze vissute davvero, compresi molti luoghi visitati con il mio cane.

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